Associazione Occhio del riciclone
Da SpazioPubblico.
L'Occhio del Riciclone nasce agli inizi del 2003 con una riunione tra rigattieri abusivi, svuotacantine, baraccati, occupanti di case e artisti che riutilizzano gli scarti. Il tema dell'incontro era provocatorio: risolvere l'emergenza rifiuti a Roma partendo dall'esperienza di chi recupera quotidianamente e in modo spontaneo gli scarti per soddisfare le proprie esigenze. Alla riunione è seguita una consulta, alla quale hanno partecipato un centinaio di “recuperatori dal basso” e dalla quale è nata una proposta seria: introdurre il riuso nella gestione dei rifiuti sfruttando la capacità del settore dell'usato di assorbire gli scarti in buone o medie condizioni.
All'inizio del 2004 l'Occhio del Riciclone si costituisce in Associazione Culturale e divide la sua attività di promozione del riuso in due settori:
1)Lo studio e la progettazione
2)La comunicazione
Lo studio e la progettazione
L'Occhio del Riciclone è autore di una proposta di implementazione del riuso nella gestione dei rifiuti della città che dopo un intenso lavoro di lobbyng è stata approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale di Roma nel Maggio del 2005 (ODG 45, 12-5-2005).
L'Associazione ha dimostrato che quote importanti di scarti (il 34% degli RSU conferiti nelle isole ecologiche) non solo sono potenzialmente riusabili ma hanno anche un valore di mercato. Avvalendosi delle isole ecologiche occorre quindi operare una selezione a monte di tutti i materiali riusabili aventi valore di mercato per poi rivenderli all'ingrosso agli operatori dell'usato: negozi di rigatteria, rigattieri ambulanti e negozi in conto terzi.
Le ingenti entrate ottenibili grazie a questo sistema dovranno essere allocate per coprire i costi della raccolta differenziata, per renderla economicamente sostenibile e rendere così, a sua volta, più concorrenziale il riciclaggio industriale rispetto a opzioni meno preferibili dal punto di vista ambientale e sanitario come discarica e incenerimento. L'ipotesi dell' Occhio del Riciclone si fonda sui dati concreti raccolti ed elaborati dall'autunno del 2004 al Gennaio del 2006 grazie ai contributi di Comune e Provincia di Roma.
I due finanziamenti hanno consentito all'Associazione di monitorare per 200 ore i flussi di rifiuti delle isole ecologiche romane (registrandoli in categorie create “ex novo” in funzione dell'ipotesi del riuso) e di compiere un'approfondita indagine di mercato tra gli operatori dell'usato al fine di analizzare la loro filiera e verificare la disponibilità degli stessi a partecipare alla gestione dei rifiuti. Le stime, le analisi e le proiezioni ricavate dai dati raccolti sul campo sono contenute nello studio “Il settore dell'usato nella gestione dei rifiuti”, pubblicato e distribuito gratuitamente nel Settembre del 2006 dal Comune di Roma. Lo studio ha ottenuto l’importante riconoscimento di una terza posizione (parimerito con uno studio della multinazionale “Solvay Chimica”) nel Premio Ambiente 2005, sezione “imballaggi e riciclo”.
L'attività di ricerca dell'Occhio del Riciclone prosegue grazie a un contributo dell’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Roma: è necessario mettere in luce i positivi risvolti occupazionali delle filiere del riuso e, soprattutto, sondare le possibilità di dare impulso a nuove filiere del riuso rispetto a quelle che già esistono in embrione.
La comunicazione
L'iniziativa dell' Occhio del Riciclone dal maggior impatto comunicativo è stata finora “Dal Rifiuto al Riuso”. In tre occasioni (10 ottobre 2004, 17 aprile e 8 Maggio 2005) gli operatori dell'Associazione hanno selezionato a monte gli scarti riusabili conferiti presso le raccolte straordinarie di rifiuti ingombranti organizzate da AMA e Tg3Lazio per poi distribuirli gratuitamente ai cittadini.
L'eclatante successo delle iniziative (rispettivamente 50%, 70% e 67% di scarti riusati sul totale di quelli conferiti) ha creato un grande scalpore a livello cittadino ma anche nazionale. L'Associazione Occhio del Riciclone, nell'ambito delle sue attività, riserva un ruolo speciale per il riuso artistico e artigianale. Attualmente l'Associazione dispone della partecipazione attiva di ben 12 artisti e artigiani specializzati nel riutilizzo di differenti frazioni di scarto: ferro, legno, plastica, vetro, scarti tessili, frazione verde, carta, inerti, ecc...
L'aggregazione di un numero così importante di figure professionali specifiche e complementari tra loro consente all'Occhio del Riciclone di offrire una proposta formativa, artistica e di comunicazione unica in Italia. Laboratori dimostrativi o didattici per il riutilizzo dei differenti materiali sono proposti costantemente in iniziative pubbliche di sensibilizzazione alle tematiche ambientali o direttamente nelle biblioteche e nelle scuole.
Dalla sua nascita l'Occhio del Riciclone ha realizzato inoltre un gran numero di esposizioni artigianali e artistiche nelle feste e nelle fiere, e alcune mostre in luoghi di nicchia come ad esempio i centri sociali. Ora l'Occhio del Riciclone intende compiere un salto di qualità e sta lavorando all’organizzazione di mostre in luoghi aperti a un pubblico di massa. Nella prima di queste mostre, chiamata Rici-giocando, saranno esposte decine di giocattoli costruiti con gli scarti dai bambini delle bidonvilles africane.
La sartoria
L'Occhio del Riciclone, costituitosi anche in cooperativa, ha inaugurato nella Primavera del 2006 la prima sartoria artistica italiana fondata esclusivamente sul riuso. Le sarte dell'Occhio del Riciclone recuperano materiali tessili di scarto e li impiegano per la creazione di nuovi capi e accessori di abbigliamento. La costante tensione creativa necessaria per inventare modelli partendo da materiali sempre diversi trova impulso da un grande grado di contaminazione culturale: l'Occhio del Riciclone è l'unica cooperativa romana a riunire assieme Rom e Gagé. Quasi la metà dei soci della cooperativa è di etnia Rom, e dei tre membri del consiglio d'amministrazione uno è di etnia rom.
[modifica] Collegamenti esterni
E-mail: [riusare@yahoo.it riusare@yahoo.it]

