Discussione:Rete-AQ

Da SpazioPubblico.

Innanzitutto, Ben Ritrovati!

Ci si è messo anche il terremoto a turbare i miei equilibri psico-fisici, con strascichi emotivi difficilmente controllabili. I motivi sono tanti e non sto qui a elencarli.

Vengo al dunque.

A parte i 300 morti sotto le macerie di case, ospedali, foresterie che reputavano sicuri, i feriti e gli sfollati (che si commentano da soli), l'immagine che, secondo me, da il senso della catastrofe è quella della torre medicea di Santo Stefano di Sessanio ridotta un cumulo di macerie.



Santo Stefano è stata una roccaforte dei Medici che dalla Toscana scendevano in Abruzzo per acquistare le lane pregiate dei pascoli d'alta quota del Gran Sasso.


Ovviamente, Santa Maria di Collemaggio, il Forte Spagnolo, una frazione de L'Aquila interamente polverizzata, gli scandali dell'ospedale, della casa dello studente ecc., non sono da meno. Negli ultimi anni, proprio Santo Stefano era diventato un modello di turismo alternativo (grazie ad alcuni architetti olandesi) basato sul recupero integrale (e integrato) delle antiche abitazioni per farne un albergo diffuso con lo stile, i materiali, gli arredi originari, salvaguardando tradizioni, culture e assetti paesaggistici originari...


Meno male che ci pensano gli olandesi, verrebbe da dire (che, tra l'altro, ci hanno tenuto a far sapere che le case che hanno ristrutturato non hanno neanche un graffio. Appunto...).

Una considerazione: penso che la ricchezza culturale e architettonica di questi borghi stia nella loro povertà. Mi spiego: nessun monumento di pregio (torre o castelli a parte) ma piccole chiese, vicoli, architravi, logge, scorci incastonati in un paesaggio da favola, profumi, persone. Qualcuno sarà in grado di ricostruire tutto questo? Cosa verrà ricostruito? E come???

Chi vigilerà sulla ricostruzione (se ricostruzione ci sarà)? Sarà un'occasione per colate di cemento armato che ricopriranno un territorio ancora integro?

Sento parlare de L'Aquila 2 e follie simili. Non voglio fare valutazioni o previsioni su come questo Governo affronterà il dopo terremoto... Le prime uscite sono raccapriccianti. Avremo un modello Friuli o un modello Irpinia (o, peggio ancora Belice)?

Non potrebbe, invece, essere una grande occasione per un modello Abruzzo?

Chi farà da contrappeso a mire cementificatrici di speculatori o governanti ignoranti e arroganti? Voglio credere che questo contrappeso esiste anche se non si vede. E' importante aggregare una massa critica che vigili sulla ricostruzione e ne garantisca il rispetto della storia e della cultura e delle tradizioni locali. Io non riesco a stare con le mani in mano e vorrei essere parte attiva nella rinascita de L'Aquila, dell'Aquilano e delle sue meraviglie.

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