Intervento di Gualtiero Alunni 12/12/2009
Da SpazioPubblico.
Incontro/seminario Idee e proposte per una mobilità sostenibile nell’area metropolitana di Roma
Comunicazione di Gualtiero Alunni
PER NON ANDARE SULLA CATTIVA STRADA
Vorrei soffermarmi nel mio intervento sul problema della mobilità su area vasta e/o area metropolitana, perché le ricadute sulla città di Roma sono soffocanti.
Prima di entrare nel merito è utile ricordare i costi sociali, economici e umani che la nostra comunità è costretta a pagare. Le ore perse nella congestione del traffico sono 135 mln all’anno, pari ad una perdita di 1,5 mld di euro, al netto dei costi ambientali; nel 2007 il numero di morti per incidenti si è attestato a 220 e cioè un tasso di mortalità di 74 per un mln di abitanti; per una popolazione di 2.718.770 abitanti a Roma ci sono 2.660.202 veicoli a motore (le autovetture sono 1.897.672) pari 978,45 per 1.000 abitanti; su 1285 km di rete stradale cittadina, nelle ore di punta sono ben 570 i km in cui la viabilità è congestionata pari al 44,35%. Davanti a questi dati le amministrazioni comunali e regionali continuano con il progettare mostri di cemento e asfalto e loculi chiamati parcheggi interrati. Attualmente la mobilità privata di accesso a Roma è affidata alle Vie consolari e al Gra sulle quali si fanno file interminabili e si sta praticamente fermi; quella pubblica, le ferrovie regionali sono insufficienti e vetuste, quella su gomma del Cotral percorre le stesse strade dei mezzi privati e conseguentemente si trova anch’essa imbottigliata nel traffico.
La soluzione ragionevole è quella di ridurre i flussi dei mezzi privati, sia per ridurre le file interminabili e sia per ridurre l’inquinamento. La risposta delle Istituzioni continua invece a pianificare infrastrutture autostradali e quasi 100mila parcheggi dentro la città!
Difatti il Piano Trasporti Regionale ha proposto il Gra del Lazio costituito dalla Civitavecchia-Orte, dalla Civitavecchia-Roma, dal corridoio Roma-Latina, dalla bretella Cisterna-Valmontone e l’A1. Una modalità che continua a rispondere al trasporto merci commerciale privato su gomma (TIR) finalizzato ad evitare il GRA, ma a quei 700mila pendolari che ogni giorno devono entrare/uscire a/da Roma.
A peggiorare la situazione è arrivata l´Assemblea degli Industriali di Roma allestita nell´hangar Avio 6 dell´aeroporto di Fiumicino. Il Presidente del’UIR, Aurelio Regina, ha lanciato la "politica del tetris" e cioè tanti progetti infrastrutturali per portare a Roma i Giochi Olimpici del 2020.
“Primo tra tutti il Sistema Infrastrutturale Romano Integrato, una sorta di grande raccordo anulare bis che collegherà la dorsale tirrenica (Roma-Civitavecchia) con la dorsale appenninica (Fiano-San Cesareo) e con due nuovi assi trasversali: a Nord la pedemontana di Bracciano e a Sud quella dei Castelli Romani, che si innesterà nel previsto corridoio tirrenico (Roma-Latina), finanziabile dal settore privato”. Si continua poi con il lancio di "Aeroporto Italia 2020" (Fiumicino), un piano di investimenti da 3,5 miliardi per trasformarlo in un hub da 55 milioni di passeggeri, guarda caso proprio sui terreni di proprietà di Benetton.
Regina era affiancato sul palco dal parterre dei vicepresidenti, da Gianni Letta e Emma Marcegaglia, dall´intero gotha dell´industria romana, dal ministro Tremonti, da Alemanno, Zingaretti e Montino, insomma da quei poteri forti organizzati nella massoneria che danno la linea alla politica e agli amministratori!
Da questi elementi possiamo leggere il giro di mld di euro che ruotano intorno ad interessi di pochi a danno delle comunità locali e metropolitane.
Inoltre queste opere come avrete potuto capire necessitano entrambe della costruzione del corridoio Roma-Latina, da qui le continue pressioni trasversali a farlo approvare. Per questo per noi è strategica la lotta del movimento ecoresistente contro questa opera inutile e devastante. Mentre lor signori guardano agli interessi speculativi, gli agricoltori, i pendolari, gli ambientalisti affrontano da anni e con serietà la questione della mobilità mettendo al centro proposte sulla sicurezza stradale, sull’intermodalità prioritaria del ferro e del trasporto pubblico, perché salvare vite umane, ridurre l’inquinamento, i tempi di percorrenza e i costi, vuol dire anche ridurre i flussi e far scorrere il traffico privato residuo.
La mobilità si intreccia obbligatoriamente con le scelte urbanistiche e quel PRG da 70 mln di mc, pesa come un macigno sulla nostra povera città. Se consideriamo gli strumenti legislativi e normativi vergognosi come la legge obiettivo, il project financing, le compensazioni, gli accordi di programmi, facciamo la quadra sul 3° sacco di Roma che si baserà della centralità della rendita parassitaria fondiaria.
Alcuni degli ultimi sconsiderati progetti li possiamo trovare nel cosiddetto “derby della speculazione edilizia”, si tratta della costruzione dei nuovi stadi della Roma e della Lazio. Operazione tutta in deroga alle previsioni del nuovo PRG e in contrasto con il Piano Territoriale Paesistico Regionale. Dietro di tutto ciò si nasconde l’ennesimo attacco all’Agro Romano, perché verranno urbanizzati 750 ettari di campagna romana e realizzati 4 mln di mc di cemento comprensivi di centri commerciali, di nuovi quartieri, complessi sportivi, stadi.
I numeri della speculazione per esempio con l’operazione dello “stadio della Roma” sono i seguenti: il costo medio delle aree agricole è pari a circa 25 euro al mq. Quindi per l’acquisto dei 150 ettari interessati al progetto è stimabile una cifra pari a 37,5 mln di euro. Con il cambio di destinazione d’uso da agricolo a edificabile si otterrà un’impennata dei valori immobiliari pari a 2 mld di euro in più, oltre 50 volte il valore iniziale (solo per quanto riguarda la parte residenziale) che andrà nelle tasche del costruttore Scalpellini.
Tali operazioni si attestano oltre il GRA dove è prevista una bassissima espansione edilizia dal PRG e non vi è alcuna previsione infrastrutturale di trasporto pubblico che giustifica tale scelta, ma così facendo si rischia di avviare la definitiva conurbazione tra Roma, Cerveteri, Ladispoli e Civitavecchia.
Quindi gli interventi alternativi risiedono nel rafforzamento e nell’integrazione del trasporto pubblico, nella riorganizzazione e potenziamento del trasporto su ferro, compreso il completamento dell’anello ferroviario, nell’uso di nuove tecnologie, nella costruzione di parcheggi di scambio alle stazioni dell’ hinterlang metropolitano (fuori dal GRA) e nella riorganizzazione delle stesse in favore dell’intermodalità.
Con questi fini diventa essenziale la costituzione dell’Azienda unica del trasporto pubblico regionale nella quale far confluire tutte le risorse economiche utili alla elaborazione di un piano industriale virtuoso contenente priorità sostenibili e condivise.

