Orti urbani
Da SpazioPubblico.
Lavori in corso
Con la parola orto si definisce un pezzo di terreno in cui si coltivano piante principalmente a scopo alimentare (frutta, ortaggi)dal latino Horus Il termine trova riscontro con Horta, Dea etrusca dell'agricoltura, da cui probabilmente ha preso la radice etimologica da http://it.wiktionary.org/wiki/hortus
Da " Una sentenza arcivescovile milanese del 1242: le decime e i novalia ..Di Elisa occhipinti "Ubi neque aerugo neque tinea demolitur" studi in onore di Luigi Pellegrini per i suoi settanta anni a cura di Maria Grazia Del Fuoco
Da http://www.accademiaitalianacucina.it/temiprec.html
Orto, dal latino horus, ha comune origine con le voci “corte” e “giardino”, in una radice ghar- o har e con significato di recingere, onde il termine vale a significare chiuso, recinto, quindi pezzo di terra chiuso, recintato, nel quale si coltivano erbe mangerecce (ortaggi) e piante da frutto, anche se con un significato più restrittivo si tende a distinguere l’orto propriamente detto dal frutteto. L’orto è stato uno degli strumenti attraverso i quali le donne, in modo particolare, hanno selezionato i vegetali più adatti per l’alimentazione umana sviluppando anche modi di coltivazione governati da regole che si riferivano al tempo, soprattutto a quello segnato dalla luna con le sue diverse fasi, al tipo di terreno e di lavorazione, al miglioramento con aggiunte nutritive (concimazione) e via dicendo. Negli orti d’ogni villaggio ed anche nell’orto d’ogni singola capanna o casa vi erano singole specialità vegetali. L’orto, per almeno diecimila anni, è stato il gran laboratorio femminile e non è certamente un caso che la rivoluzione biologica che stiamo vivendo sia nata nell’orto di un convento, per opera del monaco Gregorio Mendel, scopritore delle leggi della genetica.
Negli orti, sia pure con differenziazioni, si è mantenuta e sotto certi aspetti si è anche ampliata la gran biodiversità alimentare che vi era nella raccolta dei vegetali selvatici, in una condizione che, almeno nel mondo occidentale, è rimasta quasi invariata fino al secolo diciannovesimo. L’orto è stato inoltre il laboratorio d’accoglienza di nuove specie e varietà vegetali, come è avvenuto quando dall’orto botanico o farmaceutico (orto dei semplici) all’orto domestico sono passati i vegetali d’origine asiatica (melanzana, carciofo ecc.) od americana (patata, pomodoro, peperoncino, zucca ecc.).
In siciliano Nuara, "orto" (latino: novalia; arabo: noar)
Novalia viene dal latino “novalis”che deriva a sua volta da “novus”, nuovo. “Novale” era in origine il terreno incolto arato per la prima volta, e in seguito il terreno di un campo messo a coltura dopo un periodo di riposo che n’aveva riattivato la nuova fertilità.
"Orto di guerra: piccolo appezzamento che, in tempo di guerra,viene ricavato da un giardino o da un parco pubblico per potervi coltivare ortaggi, verdure, legumi e sfamare la popolazione. Espediente tipico di un’economia di sopravvivenza. Qualsiasi spazio diventa buono per seminare: minuscoli Orti di guerra si possono perfino fare in casa, nella vasca da bagno o dentro scatole di scarpe. (E.Albinati)".
L’orto domestico può aiutare a risparmiare, ma può essere anche un delizioso hobby post-lavorativo. Dimenticati dopo il boom del dopo guerra quando erano chiamati “orti di guerra” (o ancora orti della sopravvivenza), la crisi economica e l’esigenza di “ottimizzare” le risorse del portafogli, stanno riportando al centro dell’attenzione, e dell’economia famigliare, gli orti fai da te. Ma non è, fortunatamente, solo una questione di portafogli e di bottega. Spinti dal modello Barak e Michelle Obama (anche nei Giardini Vaticani ne nascerà uno come anticipato dall’Osservatorio Romano) che con l’arrivo della primavera stanno coltivando un orto biologico nel giardino della Casa Bianca con l’obiettivo di mangiare sano e di educare i ragazzi al consumo di cibi sani, in un momento in cui l’obesità è divenuta un problema nazionale.Da http://www.essenzialeonline.it/eventi/Demetra-2009-l-orto-di-guerra-torna-di-moda_10617.html

