Piano di Riqualificazione Urbana Giustiniiano Imperatore
Da SpazioPubblico.
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[modifica] La storia
"Palazzi storti", si rifà il quartiere
Garbatella - Via Giustiniano Imperatore
Nuovi palazzi, verde, parking e un tunnel sotto la Colombo: pronto il piano di riqualificazione di via Giustiniano. Il progetto è del Campidoglio e di "Risorse per Roma" Costerà 85 milioni. "Il prima possibile la ricostruzione degli appartamenti per 52 famiglie fuori casa".
Giardini attrezzati, più aree verdi di quelle che esistono oggi e aiuole a fare da spartitraffico. Nuovi palazzi e con fondamenta più solide, parcheggi, sotterranei e di superficie, e campi sportivi. E ancora: negozi, biblioteche pubbliche, asili e scuole. Forse anche un sottopassaggio che, passando sotto la Colombo, collegherà direttamente con la via Appia. Insomma, un volto tutto nuovo per via Giustiniano Imperatore e per via Villa di Lucina, la strada su cui affacciano i famosi "palazzi storti" della città, costruiti tra gli anni '50 e '60, e sgomberati la settimana scorsa per un'accelerazione improvvisa della loro inclinazione.
Vista la situazione di emergenza, la giunta capitolina, in accordo con le commissioni consiliari al patrimonio e all'urbanistica (con i consiglieri Marroni, Smedile e Carapella), ha approvato subito il progetto di riqualificazione del quartiere, nato da un concorso di idee e perfezionato dal Campidoglio attraverso la società "Risorse per Roma" e l'architetto Gabriella Raggi. Il programma è stato illustrato ai residenti della zona e ha avuto il loro consenso. Se l'iter burocratico non troverà intoppi i cantieri potrebbero partire anche alla fine del 2005. E gli sfollati, alla metà del 2007, potrebbero avere tra le mani le chiavi di un nuovo appartamento. Costo dell'operazione: 85 milioni.
«L'urgenza di approvare questo piano e di metterlo in atto il prima possibile è stata dettata dallo sgombero della scorsa settimana degli stabili al civico 26 di via Villa di Lucina e dalla necessità di iniziare il prima possibile la ricostruzione degli appartamenti per queste 52 famiglie che ora sono fuori casa, ma anche per quelle che da tre anni sono nei residence di Santa Palomba - spiega l'assessore comunale Roberto Morassut -. È ovvio che la fase più urgente del progetto riguarderà proprio la ricostruzione delle case e l'abbattimento degli stabili pericolanti. Poi, se necessario arriverà anche il resto».
Il programma infatti è diviso in più quadranti, in più aree e prevede una realizzazione in tempi diversi. È come studiato per blocchi, in modo da consentire interventi scaglionati e solo se necessari. «Finché la zona di via Giustiniano Imperatore è sotto osservazione non si possono fare discorsi definitivi. Non si può pensare cioè di costruire nuovi stabili al posto di quelli ancora sotto monitoraggio - continua Morassut - . Se però nel tempo si dovessero verificare altre difficoltà o altre emergenze come quelle dei giorni scorsi, almeno avremo già la risposta pronta».
di Clarida Salvatori da La Repubblica del 27.11.04
"Palazzo storto" sgomberato
(...) La speranza degli sfollati, che da anni confidavano di poter abitare nello stabile almeno fino a quando non fossero pronti i nuovi appartamenti, è quella di trovare presto una soluzione. «(...) Quello che speriamo è che la questa situazione duri il meno possibile, che il Comune si sbrighi e che non ci abbandoni». (...) L'amministrazione dal canto suo sta cercando di risolvere l'emergenza in tempi rapidissimi. La macchina comunale si è mobilitata a pieno ritmo. (...)
L'INTERVENTO - Il sindaco: "Abbiamo evitato una tragedia" «Abbiamo sventato una tragedia paragonabile a quella di Foggia. Il rischio di un cedimento si stava facendo molto acuto». Queste le parole del sindaco Walter Veltroni dopo lo sgombero improvviso di due giorni fa del palazzo di via Villa di Lucina. «In base ai dati che ci sono stati forniti dalla commissione stabili pericolanti e dai vigili del fuoco, che hanno deciso di sgomberare lo stabile, emerge un quadro davvero inquietante. Tra il primo e il 15 di novembre la velocità di sprofondamento è aumentata di due volte rispetto a quella, già molto alta, rilevata a settembre». Adesso però le priorità sono altre. E in queste ore gli assessori Morassut, D'Alessandro, Esposito e Minelli, insieme alla Protezione civile, stanno lavorando per sveltire le procedure di abbattimento dello stabile e per avviare quelle di ricostruzione. «L'assessore al Patrimonio sta lavorando alla possibilità di sistemare le famiglie in un residence non troppo distante dal quartiere della Garbatella» continua il sindaco.
di Clarida Salvatori da La Repubblica del 21.11.04
OSTIENSE - Palazzo a rischio crollo in via della Villa di Lucina, evacuate tra le proteste cinquantatré famiglie. Giovedì la Commissione stabili pericolanti aveva già deciso lo sgombero. Ieri una telefonata anonima ha dato l’allarme.
Evacuato un palazzo in via della Villa di Lucina, all’Ostiense: 53 famiglie trasferite in un albergo sulla Colombo, poi andranno in un residence. La Commissione stabili pericolanti del Comune aveva già deciso giovedì lo sgombero dell’immobile, rinviandolo alla prossima settimana. Ieri alle 17 l’intervento dei vigili del fuoco dopo una telefonata anonima.
E’ Gabriella Raggi, una funzionaria dell’assessorato all’urbanistica guidato da Morassut, a chiedere una riunione degli «sfollati» a porte chiuse. Fuori la stampa. Nel pomeriggio incandescente che è appena iniziato a Giustiniano Imperatore questa nota di inusuale riservatezza accompagna uno sgombero scattato alle cinque di ieri pomeriggio in uno dei palazzi della zona pericolanti da anni, tra inquilini che parlano di complotti e funzionari capitolini che mostrano grafici di «movimenti» sempre più pericolosi dell’edificio. L’info-point a porte chiuse è poco distante dall’immobile evacuato, con qualche sacca di resistenza che verrà superata poi a tarda sera. Il palazzo sgomberato è noto per quella profonda fessurazione-distacco aperta da tempo a ridosso di quello adiacente. Ospitava parecchi affittuari, i proprietari hanno sottoscritto poco tempo fa un accordo col Comune per abbandonare il manufatto e ricostruirlo nella zona con una spesa per loro di 950 euro a metro quadro. L’accordo è passato non senza mugugni, nessuno però si aspettava uno sgombero improvviso come quello di ieri pomeriggio. Sono cinquantré i nuclei familiari a dover lasciare gli alloggi, 113 persone trasferite che finiscono in un albergo per i prossimi tre giorni (il Park Hotel sulla Colombo) e poi in un residence. Ma ieri apprendono anche, non senza sorresa, che la condanna era già scattata alla vigilia, giovedì, quando la Commissione stabili pericolanti del Campidoglio aveva deciso di sgomberare venerdì prossimo.
E invece l’allarme è scattato improvviso ieri alle 17 quando una telefonata anononima, così risulta alle forze dell’ordine, ha fatto intervenire i vigili del fuoco dell’Eur, inviati dalla centrale operativa. Con la squadra 11A sono arrivati anche due funzionari della sede centrale di via Genova. «Ci avevano segnalato porte che non si chiudevano nell’ascensore - spiega uno dei due funzionari, Massimo Panzini, che con l’ingegner Giuseppe Lambresa ha guidato il sopralluogo -. Poi in un box del seminterrato abbiamo trovato uno schiacciamento di un muro tramezzo, con distacco d’intonaco. Allora, vista la storia dell’edificio, abbiamo optato per lo sgombero immediato». (...)
E’ l’architetto Gian Filippo Biazzo, direttore della Commissione stabili pericolanti, a mostrare il grafico dei movimenti del palazzo monitarato da tempo. «Tra il 1 e il 16 novembre - ha esemplificato il tecnico - abbiamo registrato che la velocità di spostamento in avanti dell’immobile era aumentata di due volte rispetto alla velocità già anomala che c’era in precedenza. A questa velocità si arriva a un movimento di 15 centimetri in un anno...». (...)
- DISSESTO IDROGEOLOGICO - Nel 2001 alcuni edifici privati, costruiti negli anni ’50, tra via Alessandro Severo e via della Villa di Lucina, accusano gravi problemi di stabilità: le fondamenta cedono all’improvviso a causa di un dissesto idrogeologico. Sono 48 le famiglie che vengono sgomberate in fretta e spostate in altri alloggi.
- IL NUOVO PROGETTO - La scorsa estate è un prestigioso studio di architetti svizzeri che si aggiudica la gara d’appalto per la ricostruzione di quattro immobili pericolanti di 8-10 piani, due in via Alessandro Severo e due in via di Villa Lucina.
- AREE VERDI E NEGOZI - Al posto degli edifici pericolanti verrà realizzata un’area verde con servizi per il quartiere. I quattro palazzi nuovi saranno costruiti in una vicina area pubblica concessa dal Comune: ogni appartamento sarà di 90 metri quadrati.
di Paolo Brogi dal Corriere della sera del 20.11.04
Emergenza in via Villa di Lucina dopo la caduta di calcinacci. Sgomberato d´urgenza il primo "palazzo storto". L'edificio era già monitorato dall'ufficio stabili pericolanti e presto sarà demolito.
Tutti fuori. Troppo pericoloso restare in quegli appartamenti. E quei calcinacci sul pavimento delle cantine, segnalati a metà pomeriggio da una telefonata anonima, hanno fatto scattare l'emergenza. Sono caduti all'improvviso e così i vigili del fuoco, accorsi al civico 26 di via Villa di Lucina, una traversa di via Giustiniano Imperatore (nota per i suoi palazzi storti), dopo un sopralluogo hanno deciso di sgomberare lo stabile. (...)
Ma le carte nelle mani del Comune di Roma parlano fin troppo chiaro. Da circa un anno infatti i palazzi storti della zona di via Giustiniano Imperatore, costruiti negli anni Cinquanta e inclinati a causa del sottosuolo troppo friabile, vengono monitorati e dai rilievi del 16 novembre, eseguiti in via Villa di Lucina dall'ufficio stabili pericolanti, è risultato uno spostamento di due volte superiore alla norma. Un segnale allarmante. «Se ci fosse stato un terremoto nell'appennino abruzzese - ha spiegato Gianfilippo Biazzo, direttore dell'ufficio, accorso sul posto insieme a Luca Odevaine, agli assessori capitolini Roberto Morassut, Dario Esposito, Giancarlo D'Alessandro e a Patrizia Cologgi della Protezione civile - anche solo il risentimento che arriva a Roma avrebbe provocato danni serissimi».
La situazione preoccupava così tanto che proprio ieri mattina era stata decisa l'evacuazione dello stabile per il prossimo venerdì. Ma quei calcinacci caduti hanno anticipato i tempi e costretto ad organizzare tutto con la massima urgenza. (...)
di Clarida Salvatori da La Repubblica del 20.11.04
Diciotto palazzoni costruiti su uno strato alluvionale. Allarme alla Garbatella. Nuovi smottamenti. Edificio sgomberato, 52 famiglie in hotel. Sgombero d’urgenza, per uno smottamento, dell’edificio di otto piani di via di Villa Lucina, alla Garbatella, pericolante da tempo.
Edifici a rischio, che potrebbero venir giù come un castello di sabbia in una manciata di secondi. Il ricordo della tragedia di via di Vigna Jacobini, al Portuense è riaffiorato nelle ultime ore in città.
L’allarme è scattato ieri pomeriggio in un complesso popolare della Garbatella nel quale vivono 52 nuclei familiari e 113 persone. Le operazione di sgombero della palazzina di via di Villa Lucina, al civico 26A e 26B, pericolante da tempo, erano previste per la prossima settimana. (...)
Poco distante dal palazzo a tentare di riportare la situazione sotto controllo un incontro tra gli inquilini e gli assessori del Comune Roberto Morassut e Dario Esposito, rispettivamente all’Urbanistica e all’Ambiente, il vice-capo di gabinetto del Comune, Luca Odevaine, e Patrizia Cologgi, direttore della protezione civile comunale. «Il palazzo era sotto osservazione già da tempo - spiega Morassut - I monitoraggi venivano eseguiti ogni 15 giorni. Nell’ultimo periodo c’è stata un’accelerazione improvvisa del cedimento dell’edificio. Questa mattina avevamo deciso di autorizzare l’evacuazione del palazzo entro venerdì prossimo. Poi oggi i vigili del fuoco a seguito della telefonata di un cittadino dopo un sopralluogo hanno deciso di evacuare immediatamente il palazzo.
(...) I dati tecnici sono stati illustrati da Gianfilippo Biazzo, direttore dell’Ufficio comunale per gli stabili pericolanti il quale ha spiegato: «Dall’ultima lettura è stato evidenziato un aumento del cedimento pari al doppio rispetto alla precedente. A questa velocità il cedimento del palazzo è pari a 15 centimetri l’anno. Il pericolo è incrementato anche dal terreno alluvionale su cui è costruito l'edificio».
LA SITUAZIONE - Diciotto palazzoni di nove piani tra via Giustiniano Imperatore e via Alessandro Severo. Un pessimo esempio di edilizia intensiva, eredità degli anni Sessanta, sulla valle di un antico affluente del Tevere, e per di più in zona alluvionale e vulcanica.
Nel novembre del 2001 la relazione sulla stabilità degli immobili non si prestava ad equivoci: l’edificio numero “15” non era “verticale”. Pendeva, tendeva a slittare di 15 centimetri l’anno. Fu presa la decisione più logica ma anche più difficile: sgomberate 48 famiglie e trasferite nelle case di Santa Palomba dove tutt’ora risiedono ospitate dal Comune, al sicuro ma in una situazione di inevitabile disagio sociale. Sotto esame sono rimasti gli altri 17 edifici, in tutto 1628 alloggi.
Gli studi, condotti anche dagli specialisti dell’Università La Sapienza, accertarono un «cedimento in fase avanzata», con pendenze superiori al 3%. Valori giudicati «inammissibili». Da qui la decisione, nel maggio del 2003, prevista in uno studio di pre-fattibilità di ricostruire 949 alloggi, riabilitarne 210 e sottoporre a manutenzione gli altri 523. Nel luglio scorso, quindi, l’annuncio del sindaco Veltroni e dell’assessore all’Urbanistica, Roberto Morassut: 4 palazzine saranno demolite e altre quattro sorgeranno in un’area limitrofa di proprietà del Comune. Il primo intervento «di demolizione di ricostruzione realizzato in Italia». Il progetto (del gruppo svizzero Durig Ag Architects) prevede la demolizione dell’immobile pericolante e la costruzione di 111 appartamenti da 90 metri quadrati, senza finanziamenti pubblici ma con importanti agevolazioni, (al costo di 950 euro al mq + Iva, ben al di sotto dei prezzi di mercato). Vi aderiscono 86 dei 107 inquilini interessati. Per martedì prossimo era stata convocata un’assemblea per prendere ulteriori decisioni. Poi ieri l’ennessimo campanello d’allarme, l’ultimo di una lunga serie.
di Elena Panarella - Marco De Risi
da Il Messaggero del 20.11.04
[modifica] Il concorso
[modifica] Il progetto
Contesto permeabile Il progetto esecutivo di riqualificazione per il lotto Giustiniano Imperatore e il suo rapporto fra spazi pubblici, aree verdi, residenze private e attivita' terziaria
Lo studio associato ABDR (Arlotti, Beccu, Desideri e Raimondo) nato nel 1982 e segnalatosi per gli innumerevoli progetti realizzati e per la partecipazione ad altrettanti concorsi nazionali ed internazionali molti dei quali premiati, si e' aggiudicato il bando di concorso per la riqualificazione urbana dell'area situata tra via Costantino (a nord), viale Giustiniano Imperatore (a sud), via di Villa di Lucina (a ovest) e via Alessandro Severo (a est).
A livello urbanistico ha rivestito massima importanza il rapporto con il contesto, inteso sia in senso verticale come rapporto con le volumetrie edilizie esistenti, sia in senso orizzontale sotto forma di relazione con gli spazi pubblici realizzati e di progetto come quelli previsti dal "percorso vita" e costituiti da piste ciclabili e aree pedonali in via di villa di Lucina e il vasto parco urbano da realizzarsi a sud di via Giustiniano Imperatore. Questi due sistemi, orizzontale e verticale, non interferiscono l'uno con l'altro, ma altresi' si intrecciano e si relazionano, dando vita ad un tutt'uno omogeneo, integrato, armonico.
Il progetto prevede due volumi alti di tipo residenziale e commerciale, di differente tipologia; a "pettine" su via Costantino e a "farfalla" su via Giustiniano Imperatore. Essi racchiudono come in un ideale abbraccio materno un terzo volume basso e centrale ad essi (giardino delle essenze) che ospita il sistema dei servizi sportivi pubblici col quale si integrano in modo simbiotico. Si tratta comunque di un sistema permeabile che consente una costante osmosi da e per gli spazi pubblici esterni all'area, poiche' i corpi di fabbrica si impostano a partire da una quota di + 4,50 metri rispetto allo zero di via Costantino, consentendo quella "attraversabilita'" che fa di questo piano un progetto aperto, proteso e collegato all'esterno.
Lungo i confini dell'area, gli edifici riprendono l'allineamento con la preesistenza; i loro prospetti non sono per nulla massicci, uniformi, monotoni, ma altresi' leggeri come la trama di un tessuto, grazie ad un sapiente dosaggio di vuoti e pieni. Verso l'interno sono piu' articolati e quindi piu' naturalmente protesi verso quello che e' il vero cuore vitale e pulsante dell'intera area, il "giardino delle essenze". La particolare orografia del terreno che presenta un dislivello tra via Costantino (piu' alta) e via Giustiniano Imperatore, ha permesso, tramite un articolato sistema di movimentazione delle quote di terreno, di assicurare alla piscina (posta a livello di via Giustiniano) degli affacci esterni diretti, chiusi in inverno da vetrate mobili.
L'area e' solcata da tre sistemi pedonali; la grande scalinata che rappresenta il percorso centrale e che funge al contempo da copertura del centro sportivo, il percorso a ovest che consente l'accesso alla piscina e quello a est per accedere ai parcheggi pubblici. Ognuno di questi sistemi gestisce in modo differente il salto di quota esistente creando un articolato sistema di spazi aperti ed aree verdi. Cosi' come a livello urbanistico l'aspetto ambientale ha rivestito un ruolo fondamentale nella progettazione, cosi' a livello architettonico i parametri bioclimatici, l'irraggiamento solare, la ventilazione, le condizioni di affaccio e piu' in generale le condizioni di igiene edilizia degli alloggi sono stati affrontati in maniera attenta e rigorosa.
L'edificio a "farfalla" e' articolato in un corpo di fabbrica longitudinale che accoglie un sistema lineare di appartamenti provvisti di ventilazione trasversale grazie ad doppio affaccio nord-sud. Ad esso sono posteriormente agganciati tre parallelepipedi di differente altezza e posizione verticale, sospesi da terra e rivolti verso la piazza centrale come le immaginarie dita di una mano, che accolgono ad ogni piano una coppia di appartamenti che affacciano principalmente ad est e a ovest. Questa tipologia ha consentito di risolvere il problema determinato dallo sfavorevole orientamento in cui si sarebbero trovati gli appartamenti con affaccio interno.
Stefano Faedi. da http://www.designrepublic.it/viewdoc.asp?co_id=307
[modifica] L'intervento
http://www.urbanistica.comune.roma.it/giustinianoimperatore/index.html
Giustiniano Imperatore, si ricostruisce
così rinasce un quartiere
LA NOVITÀ - Gli edifici pericolanti saranno abbattuti e ne sorgeranno di nuovi È la prima volta che accade in Italia.
Visto sul plastico del progetto, il nuovo quartiere Giustiniano Imperatore all’Ostiense, ha l’aspetto di una grande «farfalla», con le gli edifici a forma di «ali» circondate dal verde. Visti oggi, nella realtà, gli edifici tra via Alessandro Severo e via di Villa Lucina, hanno grandi problemi di stabilità, perchè nel 2001 all’improvviso, le fondamenta hanno in parte ceduto per un dissesto idrogeologico, ed una cinquantina di famiglie sul centinaio che vi abitavano sono state sgomberate in tutta fretta: «Ero da poco sindaco, è stata una decisione difficile - ha ricordato Walter Veltroni nel presentare questo che è uno dei primi interventi di riqualificazione urbana in Italia - Ma la situazione era drammatica. Così potranno tornare nel quartiere dove hanno scelto di vivere». Chi ha potuto rimanere si trova, infatti, a dover convivere con l’instabilità e i pavimenti obliqui. Sono passati tre anni, e più o meno altri tre ne dovranno passare prima che le nuove abitazioni siano pronte. Sarà, però, la prima volta che verranno abbattuti edifici costruiti negli anni cinquanta ed un quartiere riprogettato, «un’esperienza unica in Italia», come ha ricordato il direttore generale del Ministero dei Lavori pubblici Gaetano Fontana. «È inoltre la prima volta - ha osservato Veltroni - che si demoliscono e ricostruiscono edifici privati. Sono state fatte solo per edifici pubblici. Queste case, però, erano a rischio per la stabilità e abbiamo dovuto far sgombrare 48 famiglie, fornendo alloggi sostitutivi. Il piano prevede che prima avverrà la costruzione dei nuovi edifici e poi la demolizione dei vecchi, per evitare altri alloggi transitori». Una prima volta che permetterà, secondo il sindaco di «attuare progetti simili in altre due o tre aree dove sono necessari interventi analoghi per degrado o bruttezza». Il quartiere rinnovato avrà la firma di un prestigioso studio svizzero di architettura, During Ag Architects, che ha superato altri quattro concorrenti europei. Prevede che le quattro palazzine di otto-dieci piani, due in via Alessandro Severo 105 e due in via della Villa di Lucina, siano demolite e al loro posto sia realizzato uno spazio verde con servizi per il quartiere. I quattro nuovi edifici saranno costruiti in un’area pubblica vicina (concessa dal Comune in cambio di quella dove sorgono le palazzine dissetate), con le stesse caratteristiche di altezza e con i 111 appartamenti, in media di 90 metri quadri, come gli attuali. Un’operazione che sarà a costo zero per il Campidoglio, mentre gli attuali inquilini pagheranno per la costruzione dei nuovi appartamenti un prezzo concordato inferiore a quello di mercato: 950 euro a metro quadro. Una cifra inferiore anche a quella del restauro. Una volta formalizzato l’assenso degli inquilini, che si sta completando in questi giorni, scatterà la fase operativa che prevede l’ok del consiglio comunale e della Regione, e il bando di gara: i vantaggi per il costruttore saranno quelli di avere a disposizione una quota di cubature, anche commerciali, da vendere a prezzi di mercato. «Un’operazione possibile proprio perchè ci sono ampi spazi pubblici intorno», ha spiegato il costruttore Paolo Buzzetti, che ha studiato il modello finanziario dell’operazione. Possibile perchè «abbiamo saputo instaurare un rapporto di fiducia con i residenti», ha concluso l’assessore all’Urbanistica Roberto Morassut.
di Lilli Garrone dal Corriere della sera del 22.07.04
Al via il piano di riqualificazione del quartiere Giustiniano Imperatore. Veltroni: è il primo progetto in Italia. Gli edifici pericolanti saranno demoliti e ricostruiti. Nasceranno spazi verdi ed esercizi commerciali. E i residenti potranno comprare casa a un prezzo concordato. Spazi verdi, esercizi commerciali, servizi per i cittadini e, soprattutto, edifici e appartamenti sicuri. Un nuovo quartiere pronto a rinascere con il contributo, il sostegno e le idee dei residenti.
Partiranno tra circa un anno i cantieri per la riqualificazione del quartiere Giustiniano Imperatore, dove nel novembre 2001 quattro edifici pericolanti abitati da 48 famiglie furono sgombrati. «Si tratta del primo progetto in Italia di demolizione e ricostruzione di edilizia privata», ha sottolineato il sindaco Walter Veltroni presentando il piano dei lavori che prevede l'abbattimento e la ricostruzione di due palazzine situate in via Alessandro Severo e di altre due in via della Villa di Lucina. La formula è semplice: al posto degli edifici demoliti sarà realizzato uno spazio verde con servizi per il quartiere e le palazzine verranno ricostruite nelle vicinanze. Gli appartamenti saranno 111, ognuno di circa 90 metri quadrati e per evitare alloggi transitori, i palazzi saranno demoliti solo a seguito della costruzione dei nuovi edifici. I lavori verranno coordinati dalla società svizzera "Durig Ag", vincitrice del concorso indetto dal Comune per l'individuazione di una proposta di riqualificazione del quartiere dell'XI Municipio, e il progetto sarà realizzato in collaborazione con la società "Risorse per Roma". L'assessore capitolino all'Urbanistica, Roberto Morassut, ha precisato che «per l'amministrazione comunale l'operazione sarà praticamente a costo zero, perché gli attuali inquilini per la costruzione dei nuovi appartamenti pagheranno un prezzo concordato di circa 950 euro a metro quadrato». A trarre vantaggio dall'iniziativa saranno dunque non solo i residenti (che acquisteranno gli appartamenti a un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato), ma anche le società costruttrici, che potranno ricavare proventi dalla vendita delle superfici aggiuntive. «Questa iniziativa è l'esempio di come Roma possa crescere riqualificando se stessa e il Comune si è già messo al lavoro per individuare altre aree dove sono necessari interventi analoghi per far fronte a situazioni di degrado» ha dichiarato il sindaco Veltroni. Intanto, dei 107 inquilini residenti negli appartamenti che verranno abbattuti, 86 si sono detti interessati al progetto. Entro tre anni il Comune consegnerà i nuovi alloggi agli inquilini e per Gaetano Fontana, direttore generale del ministero dei Lavori Pubblici, «si tratta di un passo importante, perché da 15 anni il ministero lavora sul tema della riqualificazione e l'esperienza di Roma sarà un modello per l'attuazione di simili progetti su tutto il territorio nazionale».
di Laura Mari
da La Repubblica del 22.07.04
Giustiniano Imperatore - Giù le palazzine pericolanti, sorge il nuovo quartiere. La nuova Garbatella? Nasce dalle demolizioni. Piano dal Comune: giù i palazzi pericolanti. Entro tre anni edifici, aree verdi e commerciali.
Quattro palazzine saranno demolite, altre quattro sorgeranno in un’area limitrofa di proprietà del Comune. Così, cambierà la zona di Giustiniano Imperatore, dove tre anni fa un edificio fu sgomberato, perché era pericolante. Il sindaco Walter Veltroni spiega: «E’ la prima operazione di questo tipo mai realizzata in Italia: si distrugge e si ricostruisce edilizia privata, ma con la regia del Comune. E si punta a una riqualificazione dell’intero quartiere». Alla base dell’iniziativa c’è il progetto vincitore di un concorso di idee, presentato da una società svizzera.
Se si adagia un bicchiere di vino sul pavimento, la linea del liquido diviene stranamente obliqua. Succede in uno degli appartamenti delle palazzine di via di Villa di Lucina, area di via Giustiniano Imperatore, Garbatella. Altri due edifici adiacenti in via Severo, pericolanti, furono fatti sgomberare tre anni fa, i 48 abitanti distribuiti in sistemazioni provvisorie, lontano dal loro quartiere. Ora finalmente la speranza di avere una casa migliore o semplicemente la possibilità di tornare nella zona dove si è sempre vissuti sembra concretizzarsi. Questa è la storia di oltre cento famiglie romane che, con sacrifici certo e mutui da estinguere, forse coroneranno il loro sogno di avere un appartamento migliore in cui vivere. Ma è anche il racconto di un piano innovativo studiato dal Campidoglio: una forma d’intervento inedita per l’Italia che porterà alla demolizione di un complesso di quattro palazzine e alla costruzione di altrettanti stabili (in totale 111 appartamenti da 90 metri quadrati), ma anche alla riqualificazione di un intero quartiere. Saranno abbattuti edifici di proprietà privata, saranno realizzati interventi di edilizia privata, con la regia del Comune, ma senza soldi pubblici. «Il progetto è ambizioso - racconta l’assessore all’Urbanistica, Roberto Morassut - e punta al miglioramento dell’aspetto e dei servizi dell’intero quartiere. Per avanzare in questo percorso abbiamo dovuto studiare anche nuovi strumenti, visto che non esistono precedenti. Oggi possiamo dire di essere a buon punto, fra tre anni i nuovi appartamenti potrebbero essere consegnati». Aggiunge il sindaco Walter Veltroni: «Siamo già al lavoro per individuare altre due o tre aree della città dove sono necessari interventi analoghi per degrado o bruttezza».
Le tappe.
- Novembre 2001: evacuazione di via Alessandro Severo 105 a e 105 b, gli appartamenti sono pericolanti. Il Campidoglio offre sistemazioni provvisorie. Intanto, si cercano soluzioni alternative. Viene indetto un concorso di idee internazionale.
- 17 luglio 2004: viene scelto il progetto del gruppo svizzero Durig Ag Architects, che prevale su altri quattro concorrenti. Prevede una dotazione di aree verdi (come il parco a forma di farfalla) e di attrezzature e servizi pubblici, strutture commerciali, anche una nuova veste per il deposito Atac. «Abbiamo scelto la strategia di fondo», ricorda l’architetto Gabriella Raggi che dirige l’Unità operativa Interventi di qualità del VI Dipartimento del Comune di Roma.
- Prossime tappe: il passaggio in consiglio comunale e l’accordo di programma con la Regione (serviranno fra i 6 e i 12 mesi). Fra un anno e mezzo dovrebbero essere aperti i cantieri, ma bisognerà capire nella pratica quanti degli inquilini - evacuati o ancora residenti nelle palazzine - daranno la loro adesione. Questo è lo snodo più importante. Finora appaiono interessati 86 su un totale di 107 proprietari. Il piano prevede che non saranno spesi soldi pubblici, i privati rinunceranno alle loro abitazioni (che saranno demolite) ma acquisteranno i nuovi appartamenti a un prezzo ben al di sotto di quelli di mercato, 950 euro al metro quadro (più Iva). A difendere la bontà dell’operazione anche altri soggetti coinvolti, come la spa a capitale pubblico ”Risorse per Roma”, la direzione generale del Ministero dei Lavori pubblici e l’XI Municipio.
GLI ABITANTI - «Fine di un incubo, ma i tempi sono lunghi». E in molti temono lo spettro del mutuo.
La fenditura aperta tra gli stabili di via Severo e di Villa di Lucina corrisponde allo spaccato di vita degli abitanti. Ognuno ha costruito la propria esistenza all'interno di abitazioni in cui, anno dopo anno, si è persa la sensazione di disorientamento che prova per la pendenza chi entra per la prima volta nelle case. Alla scala b del civico 26 di via di Villa di Lucina dicono: «Siamo soddisfatti, potremo restare in questo quartiere»». Ma dietro l'angolo, in via Severo l'umore è diverso. Qui ci sono coloro che furono sgomberati. «Sono tre anni che andiamo avanti e indietro da Santa Palomba - racconta Claudio Chico - Ora hanno finalmente deciso che i lavori inizieranno a primavera del 2005, speravamo prima. La vera preoccupazione, soprattutto per gli anziani, è come affrontare il mutuo». Aggiunge una signora: «Abito da diciassette anni al 26b di via di Villa di Lucina e sono felice che il Comune sia intervenuto per risolvere la situazione. Ma il problema sono i soldi». Molti si chiedono che fine abbia fatto un progetto finanziato da tutti i residenti, per il quale avevano speso circa cinque milioni di vecchie lire a testa, presentato in Campidoglio. Non hanno mai avuto risposta. «Si è trovata la soluzione migliore - commenta Osvaldo De Palo, che dal settimo piano della sua abitazione ha visto aumentare la pendenza dello stabile - ma mi dispiace che due anni fa abbiamo speso dei soldi per nulla». La sensazione generale, comunque, è di sollievo, la fine di un incubo.
di Mauro Evangelisti - Diana Letizia da Il Messaggero del 22.07.04



