Potere e spazio pubblico urbano

Da SpazioPubblico.

Autore: Gian Paolo Torricelli

Edito da Academia Universa press

Il volume si articola in tre parti principali. La prima parte è una discussione della teoria della territorialità umana e delle sue possibilità di applicazione per leggere lo spazio pubblico di ieri e di oggi; sono frammenti di geografia politica, forse non ancora sufficientemente valorizzati per l’analisi della città contemporanea.

La seconda parte è anch’essa una selezione di frammenti, ma di archeologia e di storia del rapporto tra lo spazio pubblico e il potere. Le città dell’ancien régime, le città medievali – e le città coloniali ispanoamericane – sono messe a confronto con i modelli della città borghese, che corrispondono all’avvento del capitalismo industriale dall’inizio del XIX secolo.

Nella terza parte si è tentato una sorta di confronto dello spazio pubblico contemporaneo, idealmente tra Europa, America e Africa, attraverso casi limitati, non necessariamente rappresentativi, come Milano, Buenos Aires, Bogotá, Bamako e altre città soltanto accennate, ma che svelano l’importanza dello spazio pubblico altro, che si sostituisce allo spazio formale, che in alcuni casi spiega le ragioni della sua stessa atrofia.

L’atrofia odierna dello spazio pubblico urbano, al nord come al sud del mondo, esige un ripensamento, una decostruzione delle rappresentazioni e delle immagini della città. Nelle città del nord lo spazio pubblico è spesso vittima delle rappresentazioni dell’insicurezza e della loro strumentalizzazione, che si prolunga con la criminalizzazione dei nuovi arrivati, poveri, visibilmente e culturalmente diversi. A volte questo è la prima giustificazione della trasformazione dello spazio dell’incontro in spazio del consumo. Nelle città del sud questi processi fanno invece da decoro alla crescita demografica esponenziale, all’esplosione delle ineguaglianze e dell’abitato informale, bidonville, favela, slum, villa miseria, fenomeni non nuovi ma che non cesseranno di crescere nei prossimi anni.

Di fronte a queste situazioni cosa ci possono insegnare le città del passato? Quali relazioni presiedevano alla costruzione degli spazi monumentali, ai parchi pubblici, alle piazze e agli altri luoghi di rappresentazione del potere? E quali relazioni, quali territorialità, presiedono oggi alla fine o alla rinascita dello spazio pubblico urbano? Queste domande pongono il problema del confronto tra la povertà dello spazio pubblico nelle sconfinate periferie delle nostre città – dove è talvolta unicamente funzione della mobilità individuale – e la povertà estrema dello slum, dove l’assenza di disegno e di architettura non impedisce a volte lo sviluppo di concetti nuovi di spazio pubblico, ricchi di urbanità, come spazio di appartenenza e di solidarietà. Gli spazi poveri dei ricchi e gli spazi ricchi dei più poveri possono così essere letti e interpretati attraverso le odierne territorialità urbane. Sono forse una base da approfondire, un punto di partenza per ripensare il progetto urbano contemporaneo.

(tratto dalla presentazione del libro)

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali