Rete-AQ/La ricostruzione

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[modifica] La ricostruzione

[modifica] Il progetto C.A.S.E.

La partita è cominciata. E poggia dal punto di vista normativo su due provvedimenti:

  • l'Ordinanza del Pres. del Consiglio del 21 aprile 2009 in cui vengono tra l'altro affidati al Capo della Protezione civile (Commissario Delegato) i poteri per gestire la prima fase della ricostruzione (Progetto C.A.S.E.)
  • Il "decreto-legge Abruzzo", per ora disponibile solo in bozza in cui si stanziano le prime cifre importanti e si vara il piano di ricostruzione.

Nel complesso si prevede una prima fase in cui verranno realizzate soluzioni abitative provvisorie per coloro che non potranno rientrare nelle loro case dichiarate inagibili - il cosiddetto Il progetto C.A.S.E. - e successivamente gli stessi proprietari delle abitazioni distrutte o daneggiate potranno ricostruirle grazie ai contributi previsti (150.000 per abitazioni distrutte, 80.000 per quelle danneggiate).

[modifica] Le prime domande possibili

  • quali sono le 15 aree destinate ad ospitare le nuove C.A.S.E.? Berlusconi il 23 aprile dichiara che sono state già individuate. La bozza di decreto che il 24 deve ancora entrare in vigore prevede che "Il Commissario delegato provvede d’intesa con il Presidente della Regione Abruzzo e sentiti i sindaci dei comuni interessati, alla localizzazione delle aree destinate alla realizzazione degli edifici di cui al comma 1, anche in deroga alle vigenti previsioni urbanistiche." (art. 2 c.3). Dunque decidono Bertolaso e la Regione derogando i piani regolatori e altre norme urbanistiche. I Comuni vengono "sentiti".
  • dalle prime valutazioni circa 15.000 andranno in queste case, gli altri 50.000 ora sfollati (27.850 in alberghi, 35.565 nelle tende) rientreranno tutti nelle loro case?
  • a proposito qualcuno sa quanti sono quelli che hanno trovato soluzioni proprie (seconde case, parenti, amici, etc.)? Si direbbe non meno di qualche migliaio da aggiungere ai numeri sopra...
  • dall'andamento delle ispezioni sui danni risulta che solo il 55% delle abitazioni è agibile e circa un altro 15 % lo è solo "temporaneamente". Dunque seguendo questa logica avremo circa 30.000 (29.250 ossia il 45%) persone senza casa, di queste circa 10.000 (9.750 ossia il 15%) in via temporanea con la prospettiva di rientrare dopo veloci riparazioni entro qualche mese. Il restante 30% ossia circa 20.000 persone invece dovranno attendere nelle nuove C.A.S.E. il restauro o la ricostruzione delle loro abitazione negli anni futuri. Ma per ora si parla solo di 15.000 persone che avranno alloggio nei nuovi moduli abitativi (C.A.S.E.). Mancano all'appello circa 5.000 persone. Inoltre le ispezioni hanno interessato sinora le parti meno danneggiate della città e dunque le percentuali di agibilità sono destinate a peggiorare. E infine dal conteggio sono esclusi tutti coloro - e sono presumibilmente qualche migliaio - che hanno trovato soluzioni autonome in seconde case o presso parenti e amici. Ecco qui dunque che se le C.A.S.E. saranno solo per 15.000 persone molti (migliaia?) potrebbero rimanere senza soluzioni fin quando - pochi o molti ma comunque anni - la loro casa non verrà ricostruita o restaurata
  • Quanto costa sta roba? I giornali qui e là parlano di circa 600 - 800 milioni di euro,
  • Se analizziamo i dati messi a disposizione dall'Osservatorio sulla ricostruzione della Regione Umbria - cui saremo eternamente grati per il prezioso servizio reso - ricaviamo che il costo medio per unità prefabbricata in legno o cemento è di circa 42.000 euro. Se aumentiamo questo costo del 30% - dato che le nostre C.A.S.E. saranno molto più belle ed ecologiche ma saranno anche di due o tre piani quindi con qualche economia di scala - arriviamo a circa 55.000 euro per abitazione. Se consideriamo in media 2,3 persone a nucleo familiare, 15.000 persone equivalgono a circa 6.500 nuclei ossia alloggi da mettere a disposizione il che fa 360 milioni di euro. Aggiunte le spese di urbanizzazione (che possiamo calcolare in 75 milioni ossia tre volte quanto speso in Umbria) e altri arrotondamenti si arriva a stimare non più di 450 milioni di euro. Poco più della metà delle cifre che sarebbero stanziate per le C.A.S.E., il resto a che serve?.
  • Nella presentazione del Progeto C.A.S.E. si dice giustamente che si tratta di una soluzione avanzata perché le persone si sistemano in "abitazioni ad elevati standard qualitativi" invece di andare nelle "baracche prefabbricate". Ma se con i passati terremoti in tanti sono rimasti nei container per decenni, quando potranno effettivamente rientrare nelle loro case i fortunati abitanti delle C.A.S.E.?
  • Chi e come gestirà questa parte decisiva della partita? L'Ordinanza del 21 aprile affida al Capo della Protezione Civile la responsabilità di impostare (progetto preliminare) e gestire questa fase attraverso procedure abbreviate e semplificate. Valutazioni di impatto ambientale in metà tempo e lavori per centinaia di milioni di euro affidati a imprese "fiduciarie" in assenza di gare o procedure di evidenza pubblica. Il comma 7. art 2 del decreto inoltre stabilisce che "è consentito il subappalto delle lavorazioni della categoria prevalente fino al cinquanta per cento."
  • Chi controllerà? L'Art. 16 della bozza del decreto affida a due comitati uno che fa capo al Prefetto de L'Aquila e uno del Ministero dell'Interno il compito di vigilare contro il rischio d infiltrazioni.

La partita è cominciata...

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