Rete-AQ/critica della ricostruzione
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Dubbi, domande e preoccupazioni su prevenzione, emergenza e ricostruzione.
[modifica] Quando saranno consegnate le nuove C.A.S.E.?
Cronologia degli impegni e delle dichiarazioni a proposito delle date di consegna dei nuovi moduli abitativi che dovranno ospitare le famiglie sfollate fino a quando non potranno ritornare nelle loro case effettive:
- 16/07/2009 - Silvio Berluscooni "Saranno consegnate dal 15 settembre entro la fine di novembre" > Vedi la dichiarazione
- 29/05/2009 - Silvio Berluscooni "La speranza è che entro la fine di novembre non ci siano più tende, nemmeno una in piedi" > Vedi la dichiarazione
- 13/05/2009 - Silvio Berlusconi "Entro 6 mesi, a partire dal primo maggio, saranno costruite 4000-4500 case per ospitare 13mila persone" > Vedi la dichiarazione
- 07/05/2009 - Guido Bertolaso "entro il 30 ottobre contiamo di dare una sistemazione a chi non ha una casa" > Vedi la dichiarazione
- 05/05/2009 - Silvio Berlusconi "il 20% a settembre ... tutte entro i primi di dicembre" > Vedi la dichiarazione
- 02/05/2009 - Silvio Berlusconi ""Il 10 settembre inizieremo a consegnare le case" > Vedi la dichiarazione
- 01/05/2009 - Silvio Berlusconi "entro fine ottobre" > Vedi la dichiarazione
- 01/05/2009 - Guido Bertolaso "entro settembre o ottobre" > Vedi la dichiarazione
- 30/04/2009 - Protezione Civile "prima dell’inverno." > Vedi la dichiarazione
[modifica] Le nuove abitazioni saranno sufficienti?
Secondo le dichiarazioni di Guido Bertolaso verrano costruiti quasi tremila nuovi appartamenti anti sismici ed ecologici che corrispondono ai nuovi muduli abitativi descritti nel Progetto C.A.S.E..
Secondo le cifre circolate sulla stampa in questo modo dovrebbero trovare sistemazione circa 13.000 persone, ossia in media più di 4 persone ad appartamento.
Gli altri 50.000 ora sfollati (27.850 in alberghi, 35.565 nelle tende) rientreranno tutti nelle loro abitazioni?
A proposito qualcuno sa quanti sono quelli che hanno trovato soluzioni proprie (seconde case, parenti, amici, etc.)? Si direbbe non meno di qualche migliaio da aggiungere ai numeri sopra...
Dall'andamento delle ispezioni sui danni risulta che solo il 53,7% delle abitazioni è agibile e circa un altro 15,8 % lo è solo "temporaneamente". Dunque seguendo questa logica avremo circa 30.000 (29.250 ossia il 45%) persone senza casa, di queste circa 10.000 (9.750 ossia il 15%) in via temporanea con la prospettiva di rientrare dopo veloci riparazioni entro qualche mese. Il restante 30% ossia circa 20.000 persone invece dovranno attendere nelle nuove C.A.S.E. il restauro o la ricostruzione delle loro abitazione negli anni futuri. Ma per ora si parla solo di 15.000 persone che avranno alloggio nei nuovi moduli abitativi (C.A.S.E.).
Mancano all'appello circa 5.000 persone. Inoltre le ispezioni hanno interessato sinora le parti meno danneggiate della città e dunque le percentuali di agibilità sono destinate a peggiorare. E infine dal conteggio sono esclusi tutti coloro - e sono presumibilmente qualche migliaio - che hanno trovato soluzioni autonome in seconde case o presso parenti e amici.
Ecco qui dunque che se le C.A.S.E. saranno solo per 15.000 persone molti (migliaia?) potrebbero rimanere senza soluzioni fin quando - pochi o molti ma comunque anni - la loro casa non verrà ricostruita o restaurata.
[modifica] Quanto costano le nuove abitazioni?
Nel Decreto Abruzzo vengono stanziati 400 milioni di euro per il 2009 e 300 per il 2010.
Se analizziamo i dati messi a disposizione dall'Osservatorio sulla ricostruzione della Regione Umbria - cui saremo eternamente grati per il prezioso servizio reso - ricaviamo che il costo medio per unità prefabbricata in legno o cemento è di circa 42.000 euro. Se aumentiamo questo costo del 30% - dato che le nostre C.A.S.E. saranno molto più belle ed ecologiche ma saranno anche di due o tre piani quindi con qualche economia di scala - arriviamo a circa 50 - 60.000 euro per abitazione.
Dato che saranno costruiti "quasi 3.000 appartamenti" come ha dichiarato Bertolso stesso, arriviamo a circa 180 milioni di euro. Aggiunte le spese di urbanizzazione (che possiamo calcolare in 100 milioni ossia 4 volte quanto speso in Umbria) e altri arrotondamenti si arriva a stimare non più di 280-300 milioni di euro.
Gli altri 400 milioni di euro dei 700 totali stanziati a che servono?
I conti vanno ora fatti alla luce del Bando della Protezione civile per la progettazione e realizzazione del Progetto C.A.S.E.
[modifica] Chi costrutà le nuove C.A.S.E.?
Quali saranno le ditte fornitrici delle nuove C.A.S.E. (appaltim e subappalti)? Bando della Protezione civile per la progettazione e realizzazione del Progetto C.A.S.E.
[modifica] Quando si potrà tornare nelle case vere?
Nella presentazione del Progetto C.A.S.E. si dice che si tratta di una soluzione avanzata perché le persone si sistemano in "abitazioni ad elevati standard qualitativi" invece di andare nelle "baracche prefabbricate". Ma se con i passati terremoti in tanti sono rimasti nei container per decenni, quando potranno effettivamente rientrare nelle loro case i fortunati abitanti delle C.A.S.E.?
[modifica] Quanti soldi avremo per riparare e ricostruire le case?
[modifica] a chi spetta il contributo a fondo perduto secondo il testo approvato dal Senato?
Troviamo una risposta a questa domanda nella nuova formulazione della lettera a) dell'art. 3 del testo approvato dal Senato;
art. 3
1. Per soddisfare le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009 nei territori individuati ai sensi dell'articolo 1 sono disposti, al netto di eventuali risarcimenti assicurativi:
a) la concessione di contributi a fondo perduto, anche con le modalità, su base volontaria, del credito d'imposta e, sempre su base volontaria, di finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato, per la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione considerata principale ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, distrutti, dichiarati inagibili o danneggiati ovvero per l'acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell'abitazione principale distrutta. Il contributo di cui alla presente lettera è determinato in ogni caso in modo tale da coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione, la ricostruzione o l'acquisto di un alloggio equivalente. L'equivalenza è attestata secondo le disposizioni dell'autorità comunale, tenendo conto dell'adeguamento igienico-sanitario e della massima riduzione del rischio sismico. Nel caso di ricostruzione, l'intervento è da realizzare nell'ambito dello stesso comune
Per capire cosa si sintende per "abitazione principale" occorre andare al citato del DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, n. 504 che al comma 2 dell'art. 8 recita:
"PER ABITAZIONE PRINCIPALE SI INTENDE QUELLA NELLA QUALE IL CONTRIBUENTE, CHE LA POSSIEDE A TITOLO DI PROPRIETÀ, USUFRUTTO O ALTRO DIRITTO REALE, E I SUOI FAMILIARI DIMORANO ABITUALMENTE."
Quindi per avere diritto al contributo non basta essere propietario ma devi pure dimorarci abitualmente.
Le seconde, terze case sono escluse. Ma è escluso anche chi con il terremoto ha perso la sua prima e unica casa e questo soltanto perché magari per ragioni di lavoro, o di studio o altro ha domicilio o residenza altrove.
Ecco quindi le nostre domande:
- Quanti sono gli aquilani propietari di case in questa condizione?
- Quante sono le case escluse dai contributi?
- Quante di queste sono nel centro storico de L'Aquila?
- Chi le riparerà o ricostruirà queste case?
[modifica] Cronistoria
Proviamo a fare una cronologia delle dichiarazioni del Governo e dei sui atti:
- il 18 aprile Berlusconi dichiara che lo stato sosterra' il 33% del costo per ricostruire una casa distrutta
- sempre il 18 aprile lo stesso Berlusconi dichiara che "il 100% delle abitazioni sarà ricostruito dallo Stato"
- il 23 aprile Giulio Tremonti dichiara che nel decreto di prossima emanazione lo stato darà un massimo di 150mila euro per ogni casa distrutta e un massimo di 80mila euro per ogni casa gravemente danneggiata. Si noti come sono sparite le percentuali e si e' passati alle cifre. Se si fissano dei massimali (fino a ...) non vale piu' il criterio del 100%
- Finalmente il 28 aprile dalle parole ai fatti: viene emanato il decreto n.39 ("decreto Abruzzo"). Che dice sui contributi? Ci sono percentuali, cifre o massimali per la ricostruzione/riparazione degli edifici? Niente di tutto cio'.
Il comma a dell'art.3 recita: "a) la concessione di contributi, anche con le modalita' del credito di imposta, e di finanziamenti agevolati, garantiti dallo Stato, per la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione principale distrutti o dichiarati inagibili ovvero per l'acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell'abitazione principale distrutta;". Quindi nessun impegno in cifre o percentuali ma tra le righe si vede bene che si parla di finanziamenti agevolati, quindi niente 100% ma una parte te la da lo stato una parte la prendi a prestito agevolato (che devi restituire), una parte ...
Nel comma e) sempre dell'art.3 si fa riferimento alle seconde case: "e) la concessione di contributi, anche con le modalita' del credito di imposta, per la ricostruzione o riparazione di immobili diversi da quelli adibiti ad abitazione principale, nonche' di immobili ad uso non abitativo distrutti o dichiarati non agibili;" Anche qui cifre, percentuali, ... sono un vero mistero. Bisogna inoltre considerare che la città di L'Aquila fonda gran parte della propria economia e della propria infrastruttura sugli investimenti dei cittadini nelle seconde case. Se non viene data reale consistenza al contributo del governo alla ricostruzione delle case (in generale, non solo le abitazioni principali), si trascura la ricostruzione di mezza L'Aquila e si "spegne" un mercato vitale. Ricostruire al 100% vuol dire ricostruire TUTTO.
- il primo maggio Berlusconi dichiara che "è stata varata una misura nel decreto per il terremoto che destina 150 mila euro a chi intende riscostruire completamente la propria casa. Per le case lesionate ma non distrutte il contributo è di 80 mila euro", affermazione questa che, come gia' visto, che non e' vera, basta leggere il decreto.
Tutta questa storia puzza ovviamente di bruciato. Dopo giorni di chiacchiere e dichiarazioni all'atto pratico, il decreto legge, tutto resta indefinito, fumoso, nessun riferimento al 100% della ricostruzione, ma anzi ...
Nei terremoti di Umbria e Marche lo stato ha coperto il 100% della ricostruzione delle prime case e una sostanziosa percentuale per le seconde case. Noi abruzzesi non vogliamo essere trattati diversamente.
Su questa linea si pone con una dichiarazione del 30 aprile la presidente della provincia Stefania Pezzopane
[modifica] Chi e come gestirà la ricostruzione?
L'Ordinanza del 21 aprile affida al Capo della Protezione Civile la responsabilità di impostare (progetto preliminare) e gestire questa fase attraverso procedure abbreviate e semplificate. Valutazioni di impatto ambientale in metà tempo e lavori per centinaia di milioni di euro affidati a imprese "fiduciarie" in assenza di gare o procedure di evidenza pubblica. Il comma 7. art 2 del decreto inoltre stabilisce che "è consentito il subappalto delle lavorazioni della categoria prevalente fino al cinquanta per cento."
[modifica] Chi controlla?
L'Art. 16 del decreto legge n. 39 affida a due comitati uno che fa capo al Prefetto de L'Aquila e uno del Ministero dell'Interno il compito di vigilare contro il rischio d infiltrazioni.
[modifica] La critica al decreto dell'INU ( Istituto Nazionale Urbanistica)
L'Istituto Nazionale Urbanistica ha espresso un parere critico sulla bozza del decreto

