Rete-AQ/resoconto fiato sul collo
Da SpazioPubblico.
Ieri all'incontro promosso da Confcommercio in una tenda ai giardini del megaparcheggio di Collemaggio nonostante piovesse a dirotto c'erano molte persone, circa 200. Dopo una introduzione del presidente Cioni il quale ha dato una serie di notizie utili come l'iniziativa di voler aprire degli esercizi commerciali negli spazi nei dintorni di piazza d'armi a favore degli esercenti del centro storico, ha parlato il vice di Bertolaso, prefetto Gabrielli. Dopo un'infelice introduzione in cui ha parlato della città di cartone, ha snocciolato tutti i successi ottenuti dalla Protezioe Civile fino a raccontare dell'orgoglio provato quando l'ambasciatore tedesco gli ha detto che loro "non solo non avrebbero saputo fare di meglio, ma non avrebbero neanche saputo uguagliare la protezione civile italiana" questo mentre nel circondario dell'Aquila c'erano tendopoli con mezzo metro d'acqua nelle tende. Dopo altri 20 minuti di discorso con toni da autoincensamento che poneva in evidenza la concretezza dell'organizzazione la parola è passata tra gli altri al presidente di confcommercio Umbria il quale è sembrato davvero concreto e ha riassunto il suo intervento dicendo che, come successe in Umbria ci si deve rimboccare la maniche insieme a protezione civile, regione, sindaco... (sindaco? già, dove è finito?). Dopo applausi stanchi da parte di persone perplesse sotto una pioggia battente, è interventuo il presidente dell'ordine degli ingengeri ing. De Santis il quale ha introdotto degli argomenti interessanti. Il primo riguarda il tentativo di nascondere la natura del terremoto in relazione alla sua intensità, l'altrro che forse si può discutere delle modalità della gestione pre 6 aprile. Allora è interventuo di nuovo il prefetto Gabrielli il quale ha detto che effettivamente il terremoto è stato particolare, che la scala richter non è adatta alla descrizione completa dell'entità del terremoto. E poi ha aggiunto una strenua difesa dell'operato della Protezione civile: "La protezione civile ha chiamato (il 30 marzo ndr) i maggiori esperti sismologi e loro hanno detto che non c'era nulla di nuovo sul fronte del rischio" e perciò che avrebbero dovuto fare? Poi ha aggiunto che "i terremoti non sono prevedibili". Ha riportato un aneddoto riguardante i meteorologi i quali possono vedere le nuvole, leggere le pressioni, osservare i flussi e poi dicono oggi piove e invece esce il sole... quindi sbagliano, e loro? Avrebbero forse dovuto indovinare quello che accade a 15 km sotto terra? Poi ha dato l'immancabile frecciata a Giuliani non nominandolo ma dicendo se mai avrebbero dovuto andare dietro ad uno che ne annuncia tante e che in questo periodo è facile azzeccarci. Viene da dire che se è facile azzeccare che entro breve ci sarà una scossa allora perchè questa non potrebbe essere molto intensa? Visto che l'Aquila era in cima alla classifica nazionale come città in cui, con la più alta probabilità, sarebbe avvenuto un forte terremoto tra il 2008 e il 2012? Poi, sempre in riferimento a Giuliani, ha anche detto che pure l'orologio rotto, almeno due volte al giorno, segna l'ora esatta. Peccato che in questo caso non si è trattato di orologi rotti ma della totale incapacità di leggere quelli funzionanti! Poi è arrivato il momento degli interventi da parte del pubblico. A quel punto il prefetto si è ricordato di avere un impegno ed è sparito. E' intervenuto un ingegnere ricercatore universitario che ha voluto precisare tre punti. Il primo punto riguardava la città di cartone. L'ingegnere ha detto che L'Aquila non è una città di cartone. Il terremoto ha avuto delle accelerazioni orizzontali al suolo (è il vero parametro importante che caratterizza la forza a cui sono sottoposte le strutture) pari a 0.7 g ovvero il 70% della accelerazione di gravità. Questo valore è pari al doppio del valore massimo da assumere in base alla normativa antisismica per la zona a maggiore rischio sismico in Italia. Ciò significa che il terremoto è stato di una forza ENORME!!! Ciononostante le case costruite in cemento armato, anche se danneggiate, sono rimaste in piedi. E alcuni studiosi iniziano a domandarsi come mai non siano crollate tutte. Sono crollate alcune strutture come la casa dello studente o l'ospedale ed altre.. ma quelle erano strutture realizzate male ma per questo le responsabilità verranno accertate. Quindi L'AQUILA NON E' UNA CITTA' DI CARTONE. Piuttosto il terremoto è stato di una entità forse mai vista in Italia. Come secondo punto l'ingegnere ha trattato il tema della prevedibilità del terremoto. Ormai ci hanno convinto, a via di ripeterlo, che il terremoto non è prevedibile. Ma se è così imprevedibile, come facevano ad essere così sicuri che non c'era aumentato rischio? L'ingegnere ha poi domandato che cosa deve accadere affinchè la Protezione Civile dica "attenzione che c'è un minimo rischio" se non sono bastati 4 mesi di scosse sismiche con valori di intensità crescenti? In un contesto che vedeva L'Aquila in cima alla classifica tra le città italiane in cui si aspettava un forte terremoto? E come mai oggi la Protezione Civile sta avviando un gruppo di studio con l'obiettivo di prevedere i terremoti? Ma sono convinti che il terremoto non sia prevedibile o no? Il terzo punto trattato dall'ingegnere è stato quello del decreto per i contributi alla ricostruzione. Dove sta il 100% più volte promesso dal presidente del consiglio dei ministri? Tutti ad attendere il decreto e poi è uscito che verranno erogati PER LE PRIME CASE fino a 150000€ per le case crollate e fino a 80000€ per le case da riparare. Ma con questi soldi non si ricostruisce il patrimonio edilizio danneggiato. Nel centro storico vi sono molti esercizi commerciali e moltissimi studenti. Se nelle case ci sono studenti, quelle sono seconde case per i proprietari aquilani. Ma allora quelle case, e quindi il centro storico chi lo ricostruisce? Con quali soldi? La conclusione è che i cittadini aquilani devono pretendere che venga ricostruito il 100% del patrimonio edilizio danneggiato. Come è avventuo in altre esperienze del passato (Umbria, Friuli) E allora è bene che tutti i cittadini sentano la rabbia per la presa per i fondelli di cui sono oggetto, e che vigilino attentamente. Inutile dire che gli applausi del pubblico che negli interventi precedenti erano stanchi e poco convinti a quel punto sono diventati fragorosi e supportati da grida da stadio.

