Rete delle Associazioni di Quartaccio

Da SpazioPubblico.

Quartaccio, situato nel territorio del XIX Municipio, nasce negli anni ‘80 ed è composto da circa 650 alloggi con parcheggi, giardini, spazi e verde condominiale. Quartaccio, presentava un accentuato degrado degli alloggi e degli spazi urbani e la quasi totale mancanza di servizi di tipo commerciale e sociale. Dopo la sua costruzione, il quartiere venne subito occupato in maniera organizzata da famiglie di senza casa; un’esperienza collettiva che si rivelerà unificante e fondamentale per il senso di appartenenza di molti degli abitanti. Nonostante il permanere delle maggiori criticità precedentemente descritte, occorre rilevare, dai primi anni 2000, significativi miglioramenti socio ambientali in parte dovuti al nuovo assetto urbanistico, che, con la costruzione di due quartieri adiacenti, Torresina e Quartaccio 2, ha contribuito notevolmente al miglioramento del vivere quotidiano dei cittadini che hanno potuto usufruire di nuovi esercizi commerciali e di maggiori servizi. Parallelamente vi sono stati rilevanti investimenti da parte del Comune di Roma nella riqualificazione delle palazzine e degli spazi pubblici del quartiere. La sistemazione di Piazza Sand, la realizzazione partecipata della piazza antistante la chiesa, i lavori di ristrutturazione di molte delle palazzine, il potenziamento delle linee ATAC che oggi collegano Quartaccio con il centro della città, hanno portato al quartiere una nuova percezione del vivere quotidiano.

Inoltre l’azione congiunta dell’associazionismo locale e di alcuni progetti gestiti da cooperative sociali, uniti nella “rete delle associazioni di Quartaccio” hanno portato nel tempo a favorire la partecipazione della cittadinanza allo sviluppo del quartiere (apertura di spazi per l’incontro e la socialità, creazione di una cooperativa integrata, ecc.) e ha reso la percezione del cambiamento ancora più forte, iniziando così a sfumare quel radicato senso di abbandono percepito un tempo dalla gran parte dei cittadini.


L’esperienza della Rete delle associazioni di Quartaccio

Alla fine degli anni 90 iniziarono la loro attività nel quartiere alcuni Progetti finanziati dall’Amministrazione Comunale: l’educativa territoriale, la ludoteca, la mediazione sociale. Gli operatori dei tre progetti iniziarono un rapporto di collaborazione con l’Associazione Vivere al Quartaccio che gestiva uno sportello casa e che era l’erede del vecchio comitato di occupazione. Vi erano inoltre, all’interno della scuola elementare Andersen, una serie di insegnanti interessati ad occuparsi del rapporto tra scuola e territorio. Le tappe della collaborazione tra tutte queste realtà videro l’apertura dello “Spazio di Mediazione Sociale” all’interno della scuola elementare Andersen: un luogo, aperto al quartiere, deputato all’accoglienza e alla mediazione dei conflitti, nel quale si sono svolti i primi incontri della rete delle associazioni per affrontare in maniera integrata le criticità del quartiere. Da qui la creazione di uno sportello polivalente integrato in collaborazione con la scuola e l’associazionismo di quartiere per attività di consulenza, di informazione e di segretariato sociale. La rete iniziò poi a collaborare nella costruzione di eventi di quartiere come il carnevale del 2000 e iniziative di pulizia e di risistemazione di alcune aree verdi, coinvolgendo AMA, Legambiente e Municipio (Puliamo il mondo edizione 2000 e 2001). Parallelamente vi è stata l’edizione di un giornale di quartiere: Quartaccio news


Arriva il contratto di quartiere

Contestualmente a varie iniziative volte a riqualificare l'area del capolinea dell'autobus, lungo via Andersen, le associazioni iniziano una trattativa con l’ATAC per la ristrutturazione delle corse che servono il quartiere. In questo modo, dal 2003, Quartaccio è collegato con il centro della città grazie alla nuova linea 916. Inoltre la Rete delle associazioni sviluppa il primo progetto collettivo, realizzando, finanziati dal Comune di Roma, un progetto sulla educazione alla legalità per i giovani. Il progetto produsse un lavoro sulla memoria del quartiere realizzando un video che metteva a confronto il punto di vista dei ragazzi con quello degli anziani che raccontavano ai giovani le origini del quartiere, nato sulla scorta delle occupazioni di case degli anni 80. Le attività di questo progetto si svolsero all’ interno di un’ area degradata e abbandonata, che si comincio' a pensare come la futura piazza di Quartaccio. Qualche mese dopo la rete delle associazioni venne contattata dal Comune di Roma per partecipare al Contratto di Quartiere di Primavalle. Vista la grande partecipazione dei cittadini e le tante proposte raccolte il Contratto di quartiere di Quartaccio viene scorporato da quello di Primavalle.

La collaborazione al Contratto di quartiere di Quartaccio[[1]] da parte di tutte le associazioni della RETE vede la realizzazione di incontri pubblici, di attività di animazione, la distribuzione di questionari, anche realizzati porta a porta, coinvolgendo circa centocinquanta famiglie, gli adolescenti ed i bambini delle scuole, in percorsi di progettazione partecipata. La restituzione dei risultati dei questionari e dei lavori del contratto di quartiere, fu poi effettuata attraverso la distribuzione in ogni condominio di un numero speciale di Quartaccio News,il giornale di quartiere realizzato dalla RETE.

Purtroppo il "contratto" non riusci ad essere finanziato dalle amministrazioni. Tuttavia, il Comune di Roma riuscì a realizzare in parte una serie di opere che il "contratto" prevedeva. In base al progetto partecipato è stata infatti realizzata la piazza di Quartaccio. Sull’onda di questi primi risultati il comune di Roma, al fine di non disperdere quel che era stato fatto e di continuare nel processo di partecipazione avviato con cittadini, le associazioni e le istituzioni locali, ha deciso di rilevare un casale in stato di abbandono, all’interno del quale è stato realizzato uno spazio sociale dedicato alla partecipazione del quartiere sede di servizi di prossimità utili ai cittadini.

Parallelamente fu varato il Progetto di Animazione Territoriale, il cui obiettivo era quello di ricomporre il tessuto sociale in maniera da favorire la partecipazione dei cittadini per poter intervenire successivamente a livello economico. Questo progetto, realizzato unitariamente dalla Rete delle associazioni, ha coinvolto in attività sociali, culturali e sportive centinaia di cittadini di ogni età realizzando un intervento basato sul lavoro di strada e sulla costruzione partecipata di servizi seguendo i bisogni manifestati dai cittadini attraverso la realzione quotidiana con gli operatori. Nel Casale è stato così realizzato uno Sportello Polivalente per i diritti dei cittadini, che ha messo insieme i servizi dedicati al diritto alla casa e all'abitare, con lo sportello informativo di mediazione e di segretariato sociale, con lo Sportello Antiusura. A tutt'oggi lo sportello continua anche in forma di CAF.


Quartaccio oggi

L’ultimo anno ha visto il quartiere affrontare il drammatico episodio dello “stupro di Primavalle” accaduto a Quartaccio nella piazza del capolinea del 916. L’episodio ha avuto un effetto drammatico sulla popolazione e si è temuto il verificarsi di episodi di ritorsione verso gli accampamenti che circondano il quartiere nella vallata che separa Quartaccio dai quartieri limitrofi. Nonostante una presenza pressante degli organi di informazione che tendevano a cercare immagini e dichiarazioni sensazionalistiche, il quartiere si è dimostrato molto più responsabile di quanto si potesse supporre e ha reagito in maniera composta e civile, incanalando la rabbia di molti in una manifestazione pubblica[2], una fiaccolata che ha visto centinaia di cittadini sfilare per le strade del quartiere. Questo episodio ha dimostrato l’importanza del lavoro svolto per anni dalla RETe delle associazioni all'interno del tessuto sociale del quartiere e la sua interpretazione in un’ottica partecipativa. Un modo di leggere la realtà sociale e di operare che crea quei legami sociali, quelle relazioni di mutuo soccorso e di rispetto che durano nel tempo e che dimostrano la loro importanza proprio di fronte ai momenti di crisi e agli episodi efferati.

Dopo il tragico evento dello stupro e a distanza di quattro mesi dalla fiaccolata ha illuminato le buie strade del quartiere e che reclamava il compimento delle opere di riqualificazione del territorio a partire dall’illuminazione pubblica, molte strade del quartiere sono ancora al buio. Di fronte a queta situazione alcuni cittadini e le associazioni della RETE hanno realizzato [[3]], una inziativa ispirata alla Guerrilla Lighting [4], una forma di azione sociale e artistica tipica dell’europa del nord che sfrutta la mancanza di illuminazione degli spazi urbani per produrre sculture e graffiti di luce, lanciando messaggi positivi e facendo capire quanto è importante illuminare lo spazio urbano dal punto di vista funzionale ma anche da quello artistico estetico. Quindi, il 21 maggio dalle ore 21.00,ILLUMINIAMO QUARTACCIO, ha coinvolto centinaia di cittadini del quartiere e altrettanti venuti da tutta la città ad assistere alle azioni di Guerrilla lighting[5], alle atmosfere musicali e alle proiezioni dei laser contro le facciate delle case di via Flaubert[6].

Attualmente i servizi e i progetti aperti dalla amministrazione comunale sul territorio, hanno subito un drastico ridimensionamento, essendo stato chiuso dalla nuova amministrazione sia il progetto di Animazione Territoriale che quello di Mediazione Sociale [7].


Questo articolo è a cura dellaRete per la partecipazione

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